Parliamo di abeti
Coltivazione bonsai degli abeti (Picea spp.) – Sintesi
L'autore descrive la propria esperienza nella coltivazione bonsai degli abeti, considerandoli tra le conifere più semplici da coltivare.
Le specie trattate sono principalmente Picea abies (abete rosso), Picea alba (abete bianco) e Picea jezoensis (abete di Jezo), tutte adatte alla coltivazione bonsai, con il Jezo particolarmente apprezzato per la vegetazione fine e la corteccia.

Da un po mi ripropongo di scrivere due righe su una essenza da me considerata veramente facile nel quadro delle conifere , parlo di Abeti nelle loro principali varietà adatte alla coltivazione bonsai.
Parlando di nostrani la fa da padrone l'abete rosso " Picea abies " che ben si presta alla coltivazione in vaso e presenta grandi possibilità bonsaistiche , molto più rara e difficile da vedere ma ugualmente semplice nella coltivazione è l'abete bianco " Picea alba " vero sconosciuto nel bonsai , un capitolo a parte va per un abete molto conosciuto e apprezzato sia per vegetazione sia che per aspetto della scura corteccia l'Abete di Jezo " Picea jezoensis " , originario delle zone montuose orientali che vanno dalla Russia orientale alla Cina e Corea scendendo fino al Giappone del nord , molto utilizzato nel bonsai e nel penjing la fa un po da padrone su tutti ,anche se certe sottovarieta del rosso ( in certe zone alpine normalmente piccole vallate ho incontrato alberi con caratteristiche fogliari veramente minute che non avevano nulla da invidiare ai blasonati jezo , probabilmente dovute a un adattamento a condizioni estreme ) possono dare grandi soddisfazioni sulla miniaturizzazione della vegetazione.
Sul piano della coltivazione in vaso bonsai va considerato in primis la grande capacità di queste piante di emettere radici , tanto da considerarlo come ritmo di rinvaso come un acero dove difficilmente il rinvaso supera i 4 anni solo dopo raggiunta maturità si potrà pensare di allungare il periodo di rinvaso , proprio in virtù di questa forza radicale accetta con buonissima percentuale di riuscita la margottatura anche su diametri abbastanza generosi sopratutto se a filo di terreno, tralasciando il periodo di attecchimento in ciotola o vaso dove la pomice di granna molto grossa va benissimo e considerando la vera coltivazione bonsai i terreni adatti a mio avviso restano i classici giapponesi , kiriuzuna e akadama sono i principali terreni per comporre il terreno , con aggiunta eventuali ammendanti come il lapillo e carbone alla necessità, strano a dirsi ma vero sia l'Jezo che l'abete rosso non supportano grandi differenze nella composizione del terreno e la loro coltivazione di base è pressoché uguale , detto questo altra caratteristica dei terreni da comporre è che varieranno in base alla maturità della pianta variando in modo macroscopico non tanto nella grana ma tantissimo nelle percentuali di composizione.
Porgo alcuni esempi per spiegarmi meglio , se avete una pianta giovane di vaso è bene mantenere la percentuale della kiriu piuttosto bassa non oltre il 10/15% della miscela dando priorità alla akadama e ammendanti ( carbone , leonardite , zeolite o lapillo lavato , non necessariamente in qesto ordine e utilizzandone anche in modo selezionato ) , questi nelle percentuali giuste aiuteranno a un vigoroso sviluppo de pane radicale e di conseguenza della parte aerea aiutandoci nelle tecniche di rientro, caso estremo contrario di una pianta in finitura o mantenimento la percentuale di kiriu sarà molto alta , può variare tra il 70 e 80% della miscela e a parte il carbone non uso ulteriori ammendanti , questi esempi restano tali e sono solo per farvi capire le caratteristiche dell'essenza, personalmente tendo a valutare pianta per pianta su come comporre il terreno proprio in virtù delle grandi differenze che ci sono nei periodi di coltivazione e su cosa si vuole ottenere dalla pianta.
Per ciò che riguarda l'acqua e il suo ciclo ,posso dire con certezza che son piante che resistono molto bene a terreni asciutti ma che danno il loro meglio con un ciclo mediamente umido , mai a vaso completamente asciutto ( questo ovviamente adottando i terreni sopra indicati ) e con buona umidità ambientale , adotto da tempo la doccia fredda a tutta la pianta in prossimità della sera sopratutto nei periodi caldi ( questo a dir il vero lo adotto in parte anche su altre conifere ) , le concimazioni sono da tenersi prevalentemente a lenta cessione con un periodo che va da maggio a giugno adottando anche ammendanti come acidi umici , microelementi completi e ferro , sopratutto il ferro a cadenza regolare ( ogni 15 giorni nel periodo di spinta per innaffiatura o aerea adottando ferro di buona qualità) ne sono dei veri mangioni, in ulteriore osservazione un trattamento a mezzo inverno a base di ferro nel terreno, soprattutto se si tratta di inverni miti è di buona prassi.
Per le tecniche di rientro e di infoltimemento e poi più in avanti di mantenimento ,ciò che si conosce comunemente è la pizzicatura dei nuovi germogli durante la loro prima formazione , riducendoli in egual modo indistintamente su tutta la pianta , ma fortunatamente le tecniche avanzano e gli studi si finalizzando sopratutto con le osservazioni metodiche date da molte stagioni di alcuni , in breve si osserva la differente reazione delle nuove gemme in base alla lunghezza portata, una specie di tambaoo per gli abeti , mi spiego in breve , se potate un terzo del germoglio otterrete gemme in punta e una a metà se la pianta è in vigore altrimenti solo due alla base , mentre se potete di due terzi la gemme otterrete due gemme alla base del germoglio e una o due o addirittura di più di rientro sul germoglio dell'anno precedente, questo ovviamente sempre con piante stabili e in buon vigore e mantenute in modo tale , questo permette una rapida possibilità di rientro con potature postume o di formare rami credibili in tempi accettabili ( una delle nomee dell'abete rosso sono la lunga formazione della chioma data da molti anni di coltivazione) dando anche discrete conicita ai rami che normalmente si presentano cilindrici e soprattutto filamentosi difficili da amministrare senza il filo di rame, ripetendo nel tempo questo tipo di selezione si può ottenere un vegetazione minuta e compatta in breve tempo ( è un breve bonsaistico ovviamente ed è fatto sempre di anni , con tempi che però possono essere più brevi di altre conifere ) o ovviare a lunghezze eccessive dei palchi , se poi la coltivazione è adeguata e la pianta particolarmente vigorosa si possono ottenere gemmazioni anche su rami di 4/5 anni che si presentano spogli di aghi.
Tutto questa parte tecnica resta in comune con l'abete di jezo , che pur dando già di suo una vegetazione minuta e folta può dare risultati di infoltimento sbalorditivi in tempi molto ridotti , portando la formazione di questa varietà oltre a tempi brevi nei risultati a prospettive di formazione molto ardite quasi da pino nero per capirsi , dove da un rametto con la giust cura del poto e lascio crescere quasi da formazione di una caduca si può ottenere un ramo decente in breve , o la sostituzione di un apice con un ramo diventa una strada fattibile e non troppo difficile.
Per ciò che riguarda malattie e parassiti con un buon mantenimento si possono ovviare sul nascere , su tutti il ragnetto rosso, terribile se non preso al volo ma ovviato se ,lavata la chioma una volta al giorno già nella normale coltivazione ( anche due al giorno se fa molto caldo ),difficilmente si presenta , possono essere attaccati da afidi neri normalmente portati da formiche , anche questi con il lavaggio cadono ma per risolvere il problema bisogna togliere di mezzo le formiche vero problema , per le malattie funginee di prassi fanno testo tutte quelle da conifere in genere , anche qui con una corretta coltivazione e un corretto terreno risulta essere una varietà molto resistente, unico vero pericolo gli eccessi idrici e i colpi di caldo sul vaso, scatenano sempre forme tracheomicotiche che sono endemiche e spesso letali per la pianta , mantenere i vasi freschi ombreggiando o isolando è di buona prassi facendo però attenzione che non ci siano ristagni.
Le condizioni ideali di coltivazione come sfera ambientale vanno considerate in base a periodo e temperature , non temono il sole ma il caldo con il sole si , perciò è una essenza che va considerata molto sulla sua posizione in giardino sopratutto nei lunghi periodi di caldo, da primavera a inizio estate va bene sole ( parlo mediamente poi dipende un po dalla latitudine )ma già da inizio giugno bisogna fare attenzione, meglio posizioni a mezzombra nei periodi di pieno caldo e per l'estate torrida , da settembre in poi normalmente non hanno più problemi e si possono riposizionare al sole, la protezione sui vasi con della juta aiuta molto a mantenere le temperature più fresche nel vaso , amano essere umide ma anche ventilate temono l'aria ferma come i ristagni nei vasi , ovviamente queste informazioni possono sembrare scontate ma parlando di conifere in genere , le condizioni di coltivazione sono già un po più complesse di altre varietà di piante e se si travisano i problemi arrivano in breve , terreni , ritmo dell'acqua, esposizione, coltivazione e tecniche si abbinano in modo indissolubile, dove più noi riusciremo a comprendere i meccanismi e gli equilibri migliori saranno i risultati, ecco che, dare il giusto ambiente farà la differenza.
Queste poche righe restano una indicazione fatta di esperienze maturate nel mio giardino , che possono essere suscettibili di variabili in quanto fatte nel mio giardino e valide in toto, sperando che possano essere di aiuto e dando stimolo ad affrontare un abete che sembra difficile ma non lo è, e può dare buone soddisfazioni anche a neofiti o nuovi studenti , vi allego qualche foto di Abeti dalla mia collezione senza pretese ma con buona coltivazione.
Grazie e buon bonsai a tutti
Sintesi
Caratteristiche principali
- Gli abeti sviluppano un apparato radicale molto vigoroso.
- Richiedono rinvasi frequenti (circa ogni 3-4 anni nelle piante giovani).
- Sopportano bene la margotta anche su tronchi di diametro importante.
- Sono essenze adatte sia ai principianti sia ai coltivatori esperti.
Substrato
Il substrato varia in funzione dello stadio di coltivazione:
- Piante in formazione
- prevalenza di Akadama;
- Kiryuzuna limitata (10-15%);
- possibile aggiunta di lapillo, zeolite, carbone, leonardite.
- Piante mature o in mantenimento
- elevata percentuale di Kiryuzuna (70-80%);
- solo carbone come ammendante.
La composizione del terreno deve essere adattata al vigore della singola pianta e agli obiettivi di coltivazione.
Irrigazione
- Preferiscono un substrato costantemente leggermente umido.
- Evitare sia l'eccessiva siccità sia i ristagni idrici.
- Apprezzano elevata umidità ambientale.
- Nei periodi caldi è consigliabile nebulizzare o lavare la chioma la sera.
Concimazione
- Concime organico a lenta cessione (principalmente maggio-giugno).
- Integrazione con:
- acidi umici;
- microelementi;
- ferro (ogni circa 15 giorni nel periodo vegetativo).
- Un trattamento di ferro nel terreno durante l'inverno può risultare utile.
Tecniche di formazione
La tradizionale pizzicatura uniforme dei germogli può essere migliorata attraverso potature differenziate.
In funzione della quantità di germoglio asportata:
- eliminando circa 1/3 del germoglio si ottengono prevalentemente gemme apicali;
- eliminando circa 2/3 del germoglio aumenta la probabilità di gemmazione arretrata sul legno dell'anno precedente.
Questa tecnica permette:
- maggiore infittimento della vegetazione;
- rami più conici e naturali;
- riduzione della lunghezza degli internodi;
- formazione più rapida della ramificazione.
Il Picea jezoensis risponde in modo particolarmente efficace, consentendo tempi di formazione molto ridotti.
Parassiti e malattie
Principali problemi:
- ragnetto rosso;
- afidi (favoriti dalle formiche);
- malattie fungine da ristagno idrico.
Prevenzione:
- lavaggi frequenti della chioma;
- buona ventilazione;
- evitare surriscaldamento del vaso;
- utilizzare substrati ben drenanti.
Esposizione
Gli abeti tollerano bene il sole ma soffrono il caldo intenso.
Indicazioni:
- primavera: pieno sole;
- estate: mezz'ombra nelle ore più calde;
- autunno: ritorno al pieno sole.
È utile mantenere fresco il vaso mediante schermature (es. juta) evitando comunque ristagni d'acqua.
Conclusioni
Secondo l'autore gli abeti sono una delle conifere più semplici da coltivare come bonsai, purché vengano rispettati alcuni principi fondamentali:
- corretto substrato;
- gestione equilibrata dell'acqua;
- buona ventilazione;
- controllo della temperatura del vaso;
- tecniche di potatura adeguate.
Con una coltivazione corretta è possibile ottenere rapidamente una ramificazione compatta, vegetazione minuta e bonsai di elevata qualità, rendendo queste specie adatte anche ai principianti.











